La Casa dei Bambini

Conferenza del gruppo Laima, Torino, Aprile 2013

Il mio partner ed io abbiamo aperto una Scuola Montessori per portare i valori del dono alla coscienza dei bambini sapendo che l’educazione è sempre stata uno strumento necessario per il cambiamento.

Perchè un’educazione precoce è compatibile con i principi del Dono, se ogni bambino cresce con questo approccio sarà la pratica comune ad agire all’interno del paradigma materno e ognuno sarà un donatore.

Alla Casa dei Bambini insegnamo i principi del paradigma del Dono come stile di vita. Ne elencheremo alcuni sotto.

In classe usiamo i principi del Dono per interagire l’uno con l’altro.  A causa del paradigma patriarcale sotto cui ancora viviamo i bambini spesso seguono i principi dello Scambio. Le conseguenze di questo probabilmente finiranno per causare angoscia e dolore. L’insegnante usa ogni opportunità per mostrare loro le scelte del donare come altrenativa usando i principi del donare, e attraverso le sue conseguenze I bambini diventeranno consapevoli di quanto sia più armoniosa la vita. Insegnanti e bambini diventano coscienti delle conseguenze di una scelta. La classe rappresenta la comunità.

Questo approccio viene usato durante tutto il giorno in una grande varietà di situazioni, che si verificano naturalmente in una classe con bambini dai 18 mesi ai 6 anni. La loro esperienza attraverso prova ed errore insegna loro i benefici dell’agire secondo i principi del Dono. Questo approccio è usato senza fare del loro genere un ostacolo nell’apprendere il donare. L’etica del Dono sostiene con fermezza i bambini maschi nell’apprendere i principi del donare e renderli parte delle loro stesse vite. Per esempio: un bambino maschio può usare il pianto come esternazione quando arrabbiato o disperato. Mentre il paradigma dello Scambio dice: i ragazzi devono essere forti e non piangere!!! Il Dono accetta il loro pianto e prova anche a dargli altri mezzi per esprimere i loro sentimenti senza consolarli o umiliarli per aver pianto. Piangere è un’espressione umana per emozioni buone o cattive.

Esempi….

Queste sono alcune delle differenze principali dei principi all’interno di entrambi i paradigmi, Dono e Scambio. Più tardi discuteremo come influenzano i bambini nel primo sviluppo (da 0 a 7 anni) e il loro impatto sulla formazione delo loro carattere.

Dono————————————–Scambio

Cooperazione—————————Competizione

Esperienze vissute come strumento di apprendimento———————-Punizione o Ricompensa

Appropriate attività di sviluppo umano———————Attività basate sul genere

Riconoscimento dei sentimenti—–Rabbia

Uso della comunicazione verbale per risolvere i conflitti———————————-Rappresaglia

Pace—————————————-Violenza

Dono—————————————Accumulo

Generosità——————————–Avidità

Vero valore——————————-Valore in denaro

 

Immaginiamo come potrebbe essere un ambiente guidato dalla cooperazione dove riconosciamo i bisogni di ognuno, viviamo la compassione, ci rallegriamo nell’aiutare, abbiamo legami, ci rendiamo conto che ogni essere umano ha una necessaria e preziosa competenza, dove troviamo che ognuno di noi ha una posizione nella comunità, usiamo la creatività, lavoriamo per un obiettivo comune. Più importante, noi non siamo egocentrici – ma piuttosto altercentrici. Questo paradigma avrà una struttura economica molto differente poichè quella che stiamo globalmente usando ora non è compatibile con un ambiente guidato dalla cooperazione.

Noi non abbiamo bisogno di immaginare le differenze da un ambiente caratterizzato dalla competizione, poichè la competizione è una delle forze più potenti nel paradigma patriarcale. Ci vediamo l’uno con l’altro come avversari, ci battiamo per il primo posto e ci rallegriamo quando gli altri perdono, non ci importa l’uno dell’altro, ci comportiamo molto egocentricamente e siamo crudeli. Il valore di scambio economico forma esattamente il paradigma che usa il patriarcato.

Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale; abbiamo bisogno di riconoscere la radice del problema: il denaro. Ci sono molti movimenti per i diritti delle donne, i diritti dei bambini, movimenti ambientalisti, per la consapevolezza alimentare, consapevolezza della salute, alternative educative, ma senza il paradigma del dono faranno solo un piccolo cambiamento.

Dono = Uso della comunicazione verbale per risolvere i conflitti

Scambio o Patriarcato = Rappresaglia

Parliamo ora del vivere le conseguenze come strumento di apprendimento. Immaginiamo che mentre gioca un bambino voglia usare lo stesso innaffiatoio che un altro sta usando. Quindi va e lo porta via. L’insegnante metterà i bambini insieme e chiederà, ti è piaciuto quando lei/lui ti ha tolto l’innaffiatoio, dì a lei/lui cosa hai provato. Se il bambino è molto giovane l’insegnante darà a lei/lui parole per esprimersi. L’insegnante chiederà a entrambi di guardarsi negli occhi per avere la certezza che hanno ognuno l’attenzione dell’altro.

Chiedere al bambino di rispondere e avere la certezza che lei/lui ha capito cosa la sua azione ha causato darà loro l’idea di come risolvere il problema e permetterà loro a quel punto di parlarne finchè hanno raggiunto una soluzione in cui entrambi sono d’accordo.

In questo esempio chiameremo un bambino la “vittima” e l’altro l’ “aggressore”. Nel paradigma patriarcale c’è di solito una vittima che ha bisogno di liberare se stessa/o da questo. C’è anche un aggressore che ha bisogno di capire la negatività della sua azione.

Quando si usano i principi del Dono per risolvere il problema la “vittima” è capace di imparare a proteggere i suoi diritti e l’ “aggressore” è incoraggiato a provare empatia e riconoscere di aver ferito una persona come lei/lui. Chi aggredisce impara come aspettare il proprio turno o chiedere le cose in modo appropriato perfino quando la risposta non è quella che lei/lui vuole.

Questo approccio del donare cambierà la situazione e non ci saranno più vittime o aggresori, solo due bambini che stanno imparando come interagire in cooperazione l’uno con l’altro. Questo dà anche un vero valore alle parole, come sono usate per aiutare a soddisfare i bisogni di ogni bambino.

In un contesto Patriarcato/Scambio l’insegnate potrebbe dire qualcosa tipo “No, Aggressore sei stato molto cattivo prendere l’innaffiatoio di Vittima. Daglielo indietro e dì che ti dispiace.” Alla Vittima sarebbe detto di “perdonare” e di abbracciarsi. “Bravi Vittima e Aggressore, andate avanti.” In questo scenario non c’è opportunità di imparare come coesistere in modo cooperativo. Ci sono solo una punizione e una ricompensa. Punire l’aggressore, umiliandolo dicendo che è cattivo e ricompensare la vittima con un “mi dispiace” molto superficiale. Queste scuse consentono a un bambino di “uscire dalla situazione” senza che sia riconosciuto lo sbaglio di alcuno.

Sembra esserci una soluzione, ma nessuno ha avuto l’opportunità di imparare a interagire cooperativamente con l’altro. L’aggressore rimane come è e così la vittima e una terza persona si è presa “cura del problema”.

Economia del Dono = Attività basata sullo stadio di sviluppo del bambino

Patriarcato/Scambio = Attività basata sul genere

Molto importante , le attività della classe sono basate sugli stadi di sviluppo del bambino, non sul loro genere, i maschi faranno il bagno ai bambini, prepareranno il cibo, laveranno i piatti, spazzeranno, cuciranno, spolvereranno, impareranno come dare conforto ai bimbi più piccoli ecc.

Le femmine lavoreranno coi martelli, costruiranno aereoplani, giocheranno a spingere i camion all’esterno, prenderanno decisioni, saranno leader, trasporteranno cose pesanti ecc.

Economia del Dono = Credere nell’importanza di riconoscere i sentimenti

Patriarcato/Scambio = Rabbia per i maschi, paura per le femmine

Tradizionalmente per i maschi uno dei sentimenti più facili da riconoscre è la rabbia e per le femmine è la paura. Nell’ambiente del donare i bambini sono aiutati a riconoscre molti sentimenti differenti, ad esempio, com’è “perdere” a un gioco. L’insegnate vede la reazione e chiede “ Cosa provi?”. Quindi una varietà di sentimenti vengono identificati per il bambino, “Ti senti frustrato, sei infelice? Sei imbarazzato?”. Se il bambino ha più scelte oltre che essere arrabbiato è capace di identificare i suoi sentimenti. Quindi gli vengono fornite scelte su come esternare i suoi sentimenti. In questo modo l’insegnante è capace di dimostrare quanto siano importanti i sentimenti dei bambini e dà loro la capacità di rispondere ai propri sentimenti in modo controllato inclusa la rabbia.

In questo contesto i ibambini impareranno a dare valore alle loro azioni, alle loro parole e alle loro scelte. Imparano come loro stessi possono essere strumenti per armonia e disarmonia. Il denaro e i concetti di scambio sono naturalmente svalutati poichè non possono portare armonia o il sentimento che noi abbiamo quando agiamo in un modo empatico. In questa classe i bambini stanno imparando a mettere gli umani prima di ciò che è materiale e del denaro.

Questa ideologia non è ego orientata e insegna ai bambini – attraverso pratiche e semplici dimostrazioni – l’altruismo.

Insegnado ai bambini i valori del dono li avvantaggeremo a tutti i livelli della loro vita e conseguentemente questo avvantaggerà noi come società.

I bambini imparano i concetti agendoli e interiorizzandoli. Questo è come il carattere è costruito.

Economia del Dono = Pace

Patriarcato/Scambio = Violenza

Sul terreno di gioco un bambino e una bambina stanno giocando con un uccello di plastica, il bambino lo vuole, la bambina dice no è il mio turno. Non lascerà che lui lo prenda. Lui la chiama stronza: Poi il bambino va e dice all’insegnante, lei non vuole darmi il giocattolo. In un ambiente basato sul dono l’insegnante medierà. Chiamerà entrambi i bambini. Comincerà con le informazioni che ha. Chiederà al bambino di raccontare alla bambina cosa è appena successo: lei non vuole darmi il giocattolo e io ci voglio giocare. La bambina dice, ci sto giocando io e lui voleva prenderlo, io non glielo ho permesso e lui mi ha chiamata stronza. (Ora l’insegnate ha chiaro lo scenario) L’insegante dice al bambino “Hai sentito cosa ha detto, ci stava giocando lei”. L’insegante chiede alla bambina “vuoi che la gente ti porti via le cose e ti insulti?” La bambina dice “No”. “Allora dillo a lui.” La bambina dice “io non voglio che mi chiami stronza e provi a portarmi via le cose”, Il bambino risponde “tu non mi davi il giocattolo”. La bambina dice: “devi aspettare finchè non ho finito di giocarci e il mio nome è…”

L’insegnante chiede al bambino: “dopo che l’hai chiamata stronza e hai provato a strapparglielo lei ti ha dato il giocattolo”? “No”, dice il bambino. “Quindi strappare e insultare non ti fa avere quello che vuoi” dice l’insegnate. Poi chiede al bambino: “cosa ti serve per avere il giocattolo?” Il bambino dice “devo aspettare finchè lei ha finito o chiederle se posso giocare con lei e usare il suo nome”. Ottima scelta dice l’insegnante al bambino. “Ricordati di chiamare le persone con il loro nome e aspettare il tuo turno”.

Tradizionalmente l’insegnante avrebbe avuto le informazioni dal bambino che andava da lei e avrebbe detto “noi condividiamo i giocattoli” e la bambina avrebbe dovuto condividere. Il bambino avrebbe imparato che insultare e fare la spia funziona per ottenere cose nella vita. L’insegnate non avrebbe mai saputo cosa è veramente accaduto.

Economia del Dono = Cooperazione

Patriarcato/Scambio = Competizione

Una bambina di 3 anni, portò un paio di fermacapelli nuovi a scuola.

Andò a giocare sul terreno di gioco e giocando i fermacapelli le caddero dalla testa. Improvvisamente si accorse di aver perso i fermacapelli e cominciò a piangere inconsolabile.

Il terreno di gioco è per l’80% ghiaia, molto difficile trovare qualcosa piccolo come un fermacapelli. Andò dall’insegnante per avere aiuto. L’insegnante provò a ragionare e le disse di non portarli sul terreno di gioco la prossima volta, la bambina non smetteva di piangere. L’insegnate le dice andiamo fuori sul terreno di gioco e chiediamo ai tuoi amici di aiutarti a trovarli. L’insegnate spiega ai bambini cosa è successo. I bambini dicono li troveremo. Vanno tutti a cercarli, pochi minuti dopo una bambina grida LI HO TROVATI!!! Ognuno corre a congratularsi, la bambina è molto felice dice vado a metterli nel mio cantuccio. Tutti dicono a chi li ha trovati “Ottimo lavoro! Ottimo lavoro!” In questo caso tutti si sentono bene. I fermacapelli sono stati trovati, e chi li ha trovati si sente molto felice della sua abilità, tutti gli altri si rallegrano con lei.

Economia del Dono = Vero Valore

Patriarcato/Scambio = Valore in denaro

 Un bambino dovette spostarsi in un’altra scuola a metà anno. Lui aveva a che fare con una ridda di sentimenti così decise di sedersi e scrivere una lettera di addio ai suoi migliori amici. Gli ci volle tutta la mattina per scrivere a due di loro (il bambino ha 5 anni) ma alla fine della giornata era contento delle sue lettere e gli amici ebbero piacere di riceverle. In un ambiente del Dono possono usare il loro tempo come hanno bisogno finchè è positivo.

Economia del Dono = Donare

Patriarcato/Scambio = Accumulare

Ogni anno alla scuola i genitori portano cose in buone condizioni che non usano a casa, i bambini con i genitori vanno nelle loro stanze scegliendo cose buone da portare a scuola. Staff, bambini e genitori lavorano due mesi per preparare, tutto viene smistato, insegnanti e bambini preparano biscotti, hot dogs e limonata da servire il giorno dell’evento. Facciamo pubblicità sui giornali della città, il giornale della scuola e con cartelli sulla strada per invitare l’intera città a venire e scegliere cose di cui hanno bisogno senza nessun costo.

Una bambina di 4 anni stava scegliendo cose dalla sua stanza e disse a sua madre che il suo coniglietto bianco l’aveva fatta sentire molto felice e a suo agio per tanti anni e che voleva che qualcun’altro lo avesse. Il giorno dell’evento restò vicina alla sua mamma guardando finchè un bambino della città scelse il coniglietto. Era piena di gioia e disse, quel bambino non si sentirà mai solo, lui ha il mio coniglietto. Si prenderà cura di lui come si lui si è preso cura di me.

Nella classe basata sul Dono stiamo sempre a costruire, aggiustare, modificare, creare. Ai bambini viene insegnato a non distruggere o abbattere il proprio lavoro.

C’è una forte tendenza a giocare con le pistole. Nella classe parliamo costantemente di quali altri giochi potrebbero fare i bambini. L’isegnante offre delle scelte, possono essere costruttori, salvare le persone, essere vigili del fuoco, dottori, ingegneri, coltivatori. Un bambino dice “io sono un super eroe”. Allora l’insegnate comincia una discussione su cosa è un super eroe, dicendo che un eroe è qualcuno che ha buone caratteristiche o grandi abilità…Il bambino dice che i super eroi sono bravi a salvare. “Come salvano”? Chiede l’insegnante “Combattono i cattivi e li uccidono” dice il bambino. “Quindi è buono combattere e uccidere per salvare”? L’insegnante chiede “Cosa è combattere e cosa è uccidere”? “E’ violenza” dice il bambino.Cominciano una conversazione su come può qualcuno salvare qualcun’altro senza combattere e uccidere. A questo punto il padre viene a prendere il bambino… indossando la maglietta di un super eroe. Si può vedere l’influenza del padre sul bambino.

Mentre lavoriamo parliamo costantemente con i bambini anche di prendere solo quello di cui abbiamo bisogno, consentendo agli altri bambini di avere abbastanza per il loro lavoro. Quando un bambino ha di più lei/lui vedrà chi ne ha bisogno e lo darà a lei/lui.

La classe è un ambiente di pace, dove i bambini lavorano senza stress, aiutandosi l’uno con l’altro, trattando i materiali e le persone con rispetto.

Due bambini stanno per lavorare insieme, parlano di chi farà quale parte del lavoro. Uno dice all’altro “Tu prendi la torre rosa e io prenderò la scalinata”. L’altro replica: “No, io voglio prendere la torre rosa”, “No” dice l’altro “io non prenderò la scalinata”. Vanno avanti a parlare finchè uno di loro salta fuori con l’idea della cooperazione e dice all’altro, “Prendiamo tutt’e due la torre rosa e poi la scalinata” e hannno incomminciato a lavorare.

I bambini più grandi favoriscono i bambini più piccoli, si danno lezioni a vicenda, si aiutano a vicenda, si aiutano quando trovano un ostacolo.

C’è un bambino con bisogni speciali nella classe ed è bello vedere come ognuno provi ad aiutarlo ad essere una parte preziosa del gruppo ricordandogli di usare le sue parole, avendo pazienza quando si sente sopraffatto. Lo aiutano insegnadogli a chiedere se può giocare e ricordandogli continuamente di essere gentile, di stare al suo posto nella fila, lo rispettano quando non vuole partecipare e lo aiutano quando vuole essere parte di un gruppo. Imparano a non prenderlo in giro quando si comporta in maniera diversa e non si spaventano quando ha momenti difficili. Il modo in cui un gruppo di persone che segue le line guida del donare impara come agire permetterà a un bambino con bisogni speciali di essere parte di un ambiente comune senza essere una grande minaccia e senza senza sentirsi minacciato.